Parlamentari incontrano l'ambasciatore iraniano

Il caso Djalali

Il medico-ricercatore del Crimedin è detenuto ad Evin

Ieri mattina una delegazione di parlamentari italiani ha incontrato a Roma l'ambasciatore della Repubblica Islamica dell'Iran in merito alla difficile vicenda in cui è coinvolto Ahmadreza Djalali, il medico-ricercatore dell'Università del Piemonte Orientale di Novara.
Elena Ferrara, membro della Commissione Diritti Umani del Senato e Luigi Manconi, presidente della stessa, insieme ad altri esponenti politici, hanno richiesto l'incontro con il diplomatico non appena si è appreso dagli organi di informazione delle precarie condizioni di salute del ricercatore e del rischio di una condanna capitale.
Il ricercatore è stato arrestato a Teheran nell'aprile scorso, dove si era recato per una conferenza, con l'accusa di aver svolto attività di spionaggio e, successivamente stando a quanto comunica la famiglia, condannato a morte.
L'ambasciatore Mozaffari si è impegnato ad inviare al più presto ai parlamentari italiani un aggiornamento non appena avrà ricevuto notizie più precise dalla capitale iraniana.
La senatrice Ferrara ha consegnato al diplomatico due lettere, una da parte del Rettore dell'Università del Piemonte Orientale, prof. Cesare Emanuel, l'altra da parte del direttore del Crimedin, prof. Francesco Della Corte, il centro di ricerca novarese cui Djalali collabora da molti anni.
Della vicenda si sta interessando anche la Farnesina su sollecitudine della Commissione dei Diritti Umani del Senato.

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